Anatomia di una LiPE
29 marzo 2026

Quattro volte l'anno, ogni titolare di partita IVA in regime ordinario invia all'Agenzia delle Entrate un file XML che riassume la propria situazione IVA del trimestre appena concluso. Si chiama LiPE — Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA — ed è obbligatoria dal 2017.
Come la FatturaPA, è un formato che racconta molto più di quanto sembri. Vale la pena aprirlo e leggerlo riga per riga.
Chi la presenta e chi no
L'obbligo riguarda tutti i soggetti passivi IVA che effettuano liquidazioni periodiche. Ne sono esonerati i contribuenti che non applicano l'IVA: il regime forfettario (RF19), il regime di vantaggio, e alcune categorie speciali come i produttori agricoli in regime semplificato.
Il forfettario è esonerato perché non carica IVA sulle proprie fatture e non la detrae sugli acquisti — non ha nulla da liquidare. Per tutti gli altri, la LiPE è lo strumento con cui lo Stato verifica in tempo quasi-reale che l'IVA venga correttamente calcolata e versata.
Il quadro VP
Il cuore del modello è il quadro VP — un modulo che si compila una volta per ogni periodo. I trimestrali compilano un modulo per trimestre; i mensili (soggetti con volume d'affari sopra soglia) ne compilano tre per trimestre, uno per ogni mese.
I campi vanno da VP1 a VP14.
VP1 — Il periodo
Indica il mese (1–12) o il trimestre (1–4) cui si riferisce il modulo. È il campo che distingue i moduli quando ce ne sono più di uno nella stessa comunicazione.
VP2 e VP3 — Le operazioni
VP2 è il totale delle operazioni attive al netto dell'IVA: tutte le vendite, prestazioni, cessioni — imponibili, esenti, non imponibili, in reverse charge, in split payment. Non è l'IVA, è la base imponibile aggregata.
VP3 è il totale delle operazioni passive: acquisti di beni e servizi, importazioni, operazioni intracomunitarie. Anche qui, al netto dell'IVA.
La distinzione tra VP2/VP3 e VP4/VP5 è importante: VP2 e VP3 sono volumi, VP4 e VP5 sono imposte.
VP4 e VP5 — L'IVA
VP4 è l'IVA esigibile: la somma di tutta l'IVA che sei diventato debitore verso l'erario nel periodo, cioè l'IVA sulle tue vendite con esigibilità maturata.
VP5 è l'IVA detratta: la somma di tutta l'IVA che puoi portare in detrazione sugli acquisti registrati nel periodo.
VP6 — Il saldo del periodo
VP6 è la differenza tra VP4 e VP5:
- Se VP4 > VP5: IVA a debito (colonna 1)
- Se VP5 > VP4: IVA a credito (colonna 2)
È il risultato grezzo della liquidazione, prima di applicare correzioni e riporti dai periodi precedenti.
VP7 e VP8 — I riporti
VP7 è il debito del periodo precedente che non è stato versato perché inferiore alla soglia minima. Dal 2024 — dopo il D.Lgs. 1/2024 sulle semplificazioni fiscali — questa soglia è stata alzata da €25,82 a €100: se l'IVA a debito è inferiore a cento euro, il versamento slitta al periodo successivo e l'importo finisce in VP7. È un meccanismo anti-frammentazione: versare €8 ogni mese non ha senso per nessuno.
VP8 è il credito del periodo precedente. Se nel trimestre scorso il risultato finale era a credito, quell'importo si riporta qui. VP8 si popola con il VP14 colonna 2 del periodo precedente, al netto di eventuali utilizzi in compensazione F24.
VP9 — Il credito dell'anno precedente
Diverso da VP8: qui va il credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale dell'anno precedente, se lo stai portando in detrazione nel corso dell'anno corrente invece di chiederne il rimborso. È una riduzione strutturale, non un riporto trimestrale.
VP10, VP11 — Voci speciali
VP10 riguarda i versamenti per la prima cessione interna di autoveicoli precedentemente acquistati in ambito comunitario — una norma molto specifica che si applica a pochi.
VP11 sono crediti d'imposta speciali da agevolazioni legislative, utilizzati a scomputo del versamento. Non include i crediti compensati via F24, che non passano dalla LiPE.
VP12 — Gli interessi dell'1%
Questo campo esiste solo per i trimestrali, e spiega perché esiste la distinzione tra mensili e trimestrali.
Chi liquida mensilmente versa l'IVA entro il 16 del mese successivo. Chi liquida trimestralmente beneficia di un differimento di fatto — paga in un'unica soluzione ogni tre mesi. Per compensare questo vantaggio finanziario, i trimestrali applicano una maggiorazione dell'1% sull'IVA netta a debito di ciascun trimestre.
VP12 non si compila per il 4° trimestre, perché la liquidazione di ottobre–dicembre confluisce nella dichiarazione annuale con regole proprie.
VP13 — L'acconto di dicembre
A dicembre, entro il 27, molti contribuenti versano un acconto IVA. VP13 accoglie questo importo, che viene poi scalato dal risultato finale. La soglia di obbligo è €103,29: sotto questa cifra, l'acconto non è dovuto.
VP14 — Il risultato
VP14 è il campo finale:
IVA da versare =
(VP6 col.1 + VP7 + VP12)
−
(VP6 col.2 + VP8 + VP9 + VP10 + VP11 + VP13)
Se positivo va in colonna 1 (da versare). Se negativo va in colonna 2 (a credito, riportato in VP8 del periodo successivo).
Il versamento, se dovuto, avviene con modello F24 entro la scadenza del trimestre. Se il risultato è a credito, non si versa nulla e il credito si accumula.
Le scadenze
Le scadenze sono fisse, con slittamenti al lunedì successivo se cadono di sabato o festivo:
| Trimestre | Periodo | Scadenza ordinaria | |---|---|---| | 1° | Gennaio–Marzo | 31 maggio | | 2° | Aprile–Giugno | 16 settembre | | 3° | Luglio–Settembre | 30 novembre | | 4° | Ottobre–Dicembre | Ultimo giorno di febbraio |
Il 4° trimestre ha una particolarità: se la dichiarazione annuale IVA viene trasmessa entro febbraio, i dati del 4° trimestre possono essere incorporati direttamente nel quadro VP della dichiarazione annuale, evitando l'invio separato della LiPE. È un'ottimizzazione che i commercialisti usano spesso.
Come si presenta
La trasmissione è esclusivamente telematica, tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate — lo stesso da cui si consultano le fatture elettroniche ricevute. La compilazione guidata online è sufficiente per la maggior parte dei casi; chi usa un gestionale può caricare direttamente il file XML.
Il formato è XML, con le specifiche tecniche pubblicate dall'AdE nel 2018 e aggiornate periodicamente.
Cosa rivela la struttura
La LiPE è un modello progettato per la riconciliazione. Ogni campo è pensato per essere incrociato con altri dati: le operazioni attive di VP2 devono essere coerenti con le fatture emesse nel registro IVA; VP4 deve quadrare con l'IVA esposta nelle stesse fatture; VP8 deve rispecchiare VP14 del trimestre precedente.
Non è un semplice form da compilare: è una dichiarazione che lo Stato può verificare automaticamente confrontandola con le fatture elettroniche già transitate nell'SDI. Da quando la fattura elettronica è obbligatoria (2019 per la maggior parte dei contribuenti), l'AdE conosce già gran parte dei dati che entrano nella LiPE prima ancora che tu la invii. Il modello è diventato meno un adempimento informativo e più una conferma formale.
Se stai costruendo un'integrazione per la LiPE, il posto da cui partire è la pagina ufficiale del modello e delle istruzioni sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Questo articolo è informativo. Per la tua situazione fiscale specifica, rivolgiti a un dottore commercialista.